22 ottobre

1958
Alla festa di compleanno il festeggiato è assente

A Wembley lo attendevano in centomila, e lui non si presentò. Vai a sapere, avrà preferito festeggiare il compleanno giocando a hockey da qualche parte. Al posto di Lev Jašin tra i pali sovietici c'è la sua controfigura, la sua riserva nella Dinamo di Mosca, il suo garzone - per quanto quasi coetaneo -, Vladimir Belyaev. E' solo un test-match, ma in estate gli inglesi avevano buscato proprio dai rossi in Svezia, e ormai (perdendo di frequente) hanno mille rivincite in agenda. Un bel lavoro da sbrigare. E oggi lo sbrigano brillantemente, cinque a zero, e il pallone andatelo a cercare tra le cose lasciate da John Norman Haynes (foto), allora inside-forward del Fulham, uno che lo sapeva passare così bene da impressionare Pelé. E' stata la sua grande giornata, coi Cottagers non ha mai vinto niente, si è almeno e appunto tenuto quel bel pallone, e peccato che quei gol non li abbia fatti al ragno nero. Potevano valere qualcosa di più.
Tabellino | Video (British Pathé)

21 ottobre

1987
Il massacro di Forte Italia

Non è detto che i frutti della semina possano essere raccolti immediatamente. La stagione 1987-88 è, per il football italiano, rivoluzionaria. Naturalmente, col senno di poi. E' la prima di Sacchi al Milan. In Europa, il gioco tradizionale dei club non porta più a nulla. Il Napoli è già fuori dalla Coppa dei campioni, el Diego da solo (o quasi) nulla ha potuto contro la Quinta del Buitre. Nelle altre coppe, si stenta. Oggi le milanesi giocano contemporaneamente in casa - l'una a Bari, l'altra al Meazza - il sedicesimo di andata della Coppa Uefa. Nella stessa competizione, la Juve visita il Panathīnaïkós. Nella coppa delle coppe, l'Atalanta vola a Creta, per reggere l'assalto dell'OFĪ. Quattro partite, quattro sconfitte e nemmeno un gol segnato. I peggiori dei peggiori - e il peggio lo dà, come spesso capita, l'Inter, che si genuflette davanti ai finlandesi del TPS di Turku, anche se poi riuscirà a riscattare l'onta. Ohibò. Chi l'avrebbe detto (chi?) che negli anni a venire l'abbuffata di coppe e coppette da parte dei nostri club sarebbe stata senza precedenti e senza seguito?
OFĪ Atalanta: highlights 
Inter-TPS: highlights
Milan-Español: cineteca
Panathīnaïkós-Juventus: highlights

20 ottobre

1971
Büchsenwurfspiel

Non si capisce se hanno smesso di giocare perché sono sicuri che il risultato del campo verrà cancellato, e dunque potrebbero prenderne anche cinque, dieci, quindici, cosa importa. D'altra parte, Bonimba non è uno che esca mai volentieri dal campo, se è davvero sdraiato su una barella (foto) qualcosa deve essere successo. Aveva anche segnato il gol del pari. Peccato che in tivù non si veda nulla. Nemmeno la partita. Tocca sentire tutto per radio, e aspettare i giornali di domani. Oh ecco, finalmente è finita. Sette a uno: pazienza, non conta niente, ma qualcuno si chiederà come sarebbe andata senza la lattina. Qualcuno cui questa vecchia Inter non sta simpatica dirà: "beh, in fondo non è detto che la prossima volta, se tutto fila liscio, il Borussia non ne possa segnare di più". Ma quale lattina, diranno i tedeschi. Se poi è caduta davvero una lattina in campo, chi può essere certo che non l'abbia lanciata un tifoso italiano? In fondo lì dentro c'era coca-cola, e si sa che i tedeschi preferiscono la birra. E di birra ai nerazzurri ne hanno data parecchia, questa sera al Bökelbergstadion, i giganti del Borussia.
Tabellino | Video: 1 - 2 | Wikipedia | Storie di calcio

19 ottobre

1940
Morte di un gladiatore

Del trio dei ragionieri, il primo ad andarsene fu Umberto Caligaris. "E' la passione per il giuoco del calcio che lo ha ucciso", scrive Monsù Poss su La Stampa. Già: non aveva nemmeno quarant'anni, ma tanti problemi di salute. Problemi al cuore. "Operato una prima volta, poi una seconda ed una terza, si era salvato per miracolo. Le operazioni e le lunghe sofferenze lo avevano lasciato malconcio, rattoppato. Secondo il parere dei medici, avrebbe dovuto evitare con ogni cura, e per sempre, le emozioni e gli sforzi fisici. Berto, invece, non appena la sua meravigliosa fibra gli aveva ridato forze e steso come un velo sulle menomazioni interne, era ritornato al giuoco. Non ci aveva pensato tanto: non poteva starne lontano. Era tornato alla carriera dell'allenatore". Allenava la Juve, la sua seconda squadra. Giocava a pallone, nel pomeriggio del 19 ottobre 1940, allo Stadio Militare di Torino, insieme ai suoi vecchi amici e compagni, Combi e Rosetta. Pochi minuti, poi si accascia. Aneurisma, niente da fare.
Eupallog Pentavalide

18 ottobre

1973
The Day After

Da quando la Football Association aveva deciso che non sarebbe più mancato l'XI dei Leoni d'Inghilterra a una rassegna mondiale, l'XI dei Leoni d'Inghilterra aveva sempre partecipato alle rassegne mondiali. Alle Coppe ancora intitolate a Jules Rimet del 1950, del 1954, del 1958, del 1962, ovviamente del 1966 (come organizzatori) e del 1970 (quali detentori). Il grande scorno fu non andare alla World Cup del 1974, evento gestito dai tedeschi che festeggiavano così il ventennale del miracolo di Berna. La maledizione tornò ad abbattersi sul paese che aveva creato il gioco, definendone le regole e bla bla bla. E per colpa di chi? E per mano di chi avvenne la catastrofe? Tutti sapevano che il tempo di Ramsey era agli sgoccioli. Sir Alf non stava più simpatico a nessuno, da quelle parti. E come a volte succede, gli antipatici non hanno dalla fortuna la mano che servirebbe. Quale sarà dunque il primo pensiero del 'vecchio' Sir Alf, ora che finalmente si è svegliato (ma deve aver dormito pochissimo)? "Per fortuna è stato solo un sogno". Lasciamolo per un istante lì, da solo, a galleggiare in questo stato d'animo improvvisamente leggero, può capitare che la realtà sia quella che la mente immagina e non un'altra. Non portategli i giornali appena stampati, l'ultima volta aveva parlato di un portiere, sì il portiere della Polonia, certo, proprio lui: il clown. E' stato lui a popolare il suo incubo, e nessuno di quelli andati a vedere lo spettacolo si è divertito. Ancora qualche istante. Ora inizierà a concentrarsi sulla partita, deve mettere a fuoco gli ultimi dettagli. Ancora qualche istante. "Per fortuna abbiamo fatto secco Lubanski a Varsavia, quello sì che è un demonio, cosa vuoi che m'importi di Tomaszewski. Ancora un istante. Peccato per Bobby, sì Bobby Moore, in fondo non è così malandato. Ancora un istante. Wembley, entrare a Wembley. Ancora un istante. Ancora uno, per favore".
Cineteca

[Tratto da Michele Ansani, Lenta può essere l'orbita della sfera]

16 ottobre

1963
Lo spettacolo ignorato

Dunque, vediamo un po'. Sul 'primo programma' l'ennesimo episodio della serie Dottor Kildare, che non ha entusiasmato nessuno. A seguire, Appuntamento con la pubblicità: dibattito, ma a chi può interessare? Sul 'secondo programma' c'è Sgomento, e io comincio a essere sgomento. Sgomento è un film di Max Ophuls del 1949, chi non l'ha visto? Io no, non l'ho visto, ma sono certo che sia un film orrendo. O mio dio, a seguire mettono in onda il concerto di una jazz-band olandese, roba per quattro gatti. Ho capito, dovrò aggrapparmi alla radio. Sul 'programma nazionale', alle 21.30, la cronaca del secondo tempo di Italia B-Francia B. Va bene essere nazionalisti, ma non eccediamo. Sul 'secondo programma' niente, trasmissioni prive di senso e di fascino. Dovrò andare allo stadio e spendere quattrini, perché i popolari sono esauriti. Ma è uno scandalo. C'è Milan - Santos, andata della Coppa intercontinentale, c'è Pelé, c'è Amarildo, rientra Ghezzi, sarà uno spettacolo di prim'ordine. E la RaiRadioTelevisioneItaliana ignora l'evento. Vergogna!
Cineteca


1968
Botte, delusione e monetine

Brutta gatta da pelare per lo United. Si tratta di ribaltare il verdetto della Bombonera, e gli argentini di Zubeldia non sono venuti a Old Trafford in gita scolastica. Infatti, dopo pochi minuti, Juan Ramón Verón allunga la distanza fra le due squadre (foto). E' un assalto disperato, quello dei rossi. E inutile. I palloni volano quasi tutti nella Stretford End, quelli indirizzati con minore approssimazione tra le braccia di Poletti. "La partita di questa sera nel celebre stadio dell'Old Trafford Park di Manchester è stata giocata da ambo le parti con brutale asprezza ed ha avuto un finale tempestoso: negli ultimi minuti l'arbitro jugoslavo Zečević (il nostro Lo Bello era segnalinee con il sovietico Bakramov) ha dovuto espellere due calciatori, l'inglese Best e l'argentino Medina, già ammonito in precedenza insieme ai colleghi Bilardo ed Echicopa [sic]. Best e Medina si erano presi a pugni in campo. La polizia aveva predisposto un servizio d'ordine rigoroso per prevenire possibili incidenti. Al bordi del campo c'erano 300 agenti e speciali squadroni a cavallo si tenevano pronti ad intervenire Per fortuna, non è accaduto nessun incidente serio, anzi gli spettatori (63 mila) hanno accolto gli argentini al grido: Noi siamo i tifosi che si comportano meglio sulla terra" ('La Stampa', 17 ottobre 1968). Infatti gli argentini, che sollevarono così la coppa intercontinentale, mentre si recavano sotto lo spicchio che ospitava i loro sostenitori furono sepolti da una pioggia di monetine lanciate dai delusi spettatori di casa.
Cineteca